Data di presentazione: 14 gennaio 2022

Data di trattazione: 23 marzo 2022

Esito votazione: RESPINTA • 35/36 presenti – 14 favorevoli – 21 astenuti


Premessa

Il 25 gennaio 2016 Giulio Regeni, 28 anni, scompare al Cairo. Il giovane ricercatore italiano viveva in Egitto dove stava svolgendo un dottorato di ricerca sui sindacati indipendenti egiziani per conto dell’università di Cambridge. L’ultima volta viene visto alla fermata della metropolitana: doveva incontrarsi con un amico.

Il 3 febbraio 2016 il corpo del giovane ricercatore viene rinvenuto seminudo, con visibili segni di tortura, in un fosso alla periferia del Cairo.

L’inchiesta per fare luce sulla sua morte parte immediatamente e con essa anche i primi depistaggi. Ci sono state due inchieste, parallele: dalla procura di Roma e dalla procura del Cairo, con vari incontri tra gli inquirenti, fin dal maggio 2016. Tante le ipotesi formulate sulla morte di Regeni da parte degli investigatori egiziani, che si rivelano di volta in volta veri e propri depistaggi: si è detto che si trattasse di un incidente, che alla base ci fosse un omicidio passionale, e persino si è percorso il terreno dello spaccio di droga. Moventi considerati sempre inverosimili dagli investigatori italiani.

In data 30 aprile 2019 la Camera dei deputati approva l’istituzione di una Commissione monocamerale di inchiesta sulla morte di Giulio Regeni. La Commissione, della quale viene eletto Presidente l’On. Erasmo Palazzotto, comincia i suoi lavori nel dicembre 2019. Essi terminano in data 1. dicembre 2021 con l’approvazione all’unanimità della relazione finale.

Dal documento si evince che, come minuziosamente ricostruito dalle indagini condotte dalla procura della Repubblica di Roma, la responsabilità del sequestro, della tortura e dell’uccisione di Giulio Regeni grava direttamente sugli apparati di sicurezza della Repubblica araba d’Egitto, in particolare su ufficiali della National Security Agency (NSA).

Ciò premesso, considerato che:

  • le Istituzioni italiane hanno il dovere di farsi carico della difesa dei diritti umani nel mondo, anche garantiti dall’Art. 2 della Costituzione Italiana;
  • l’ONG “Amnesty International” ha lanciato la campagna “Verità per Giulio Regeni” con l’obiettivo di evitare che l’omicidio del giovane ricercatore italiano cada nell’oblio;
  • “Verità per Giulio Regeni” è diventata la richiesta di tanti enti locali, dei principali comuni italiani, delle università e di altri luoghi di cultura del nostro Paese che hanno esposto questo striscione, o comunque un simbolo che chieda a tutti l’impegno per avere la verità sulla morte di Regeni;
  • la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni invita il Governo italiano a “compiere un passo decisivo presso il Governo egiziano perché sia rimosso l’ostacolo che vi si frappone. La mancata comunicazione dell’elezione di domicilio degli ufficiali indagati suona infatti come un’ammissione della loro colpevolezza e non può essere giustificata dall’assenza di un trattato bilaterale di assistenza giudiziaria. Essa non solo smentisce in modo che appare spudorato le dichiarazioni di buona volontà puntualmente esibite dalle autorità egiziane, ma viola le norme consuetudinarie del diritto internazionale e soprattutto la Convenzione della Nazioni Unite sulla tortura ratificata sia dall’Italia che dall’Egitto”;
  • a breve, in data 25 gennaio 2022, ricorreranno sei anni dalla scomparsa del ricercatore.

Preso atto che:

  • in data 22 gennaio 2020 il Consiglio comunale di Merano approvava a larga maggioranza la mozione del Consigliere David Augscheller che impegnava l’allora Amministrazione ad aderire alla campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty International;
  • in seguito all’approvazione della mozione venivano affissi sul balcone del Municipio meranese i due striscioni di supporto alla campagna (uno in lingua italiana, uno in lingua tedesca), rimossi senza spiegazioni nel periodo di commissariamento dell’ente;
  • il Comune di Merano risulta tuttora tra gli enti aderenti alla campagna di Amnesty International, sul cui sito è possibile visionare tale informazione.

Tutto ciò premesso, considerato e preso atto,

il Consiglio comunale

impegna

il Sindaco e la Giunta comunale

  • a confermare l’adesione del Comune di Merano alla campagna di sensibilizzazione promossa da Amnesty International attraverso:
    1. la pubblicazione sul sito web istituzionale dei banner “Verità per Giulio Regeni” e “Wahrheit für Giulio Regeni” oltre che ogni altra forma di sensibilizzazione attraverso i social o newsletter del Comune ritenuta utile a tal fine;
    2. l’esposizione fuori dal Municipio degli striscioni in campo giallo e la scritta nera con le diciture “Verità per Giulio Regeni” e “Wahrheit für Giulio Regeni”;
  • a confermare l’impegno dell’Istituzione comunale, già assunto dall’Amministrazione precedente, contro ogni forma di tortura e violazione dei diritti umani, come quella che ha riguardato Giulio Regeni, nelle più diverse forme: patrocinando e/o organizzando iniziative di sensibilizzazione sul tema, partecipando e/o aderendo a campagne;
  • a sollecitare il Governo italiano e il Ministro degli Esteri, anche inviando questa mozione, affinché non cessi lo sforzo per far piena luce sulla morte di Giulio Regeni e accolga l’invito della Commissione parlamentare d’inchiesta (vedasi nelle prese d’atto).

I Consiglieri e le Consigliere comunali

Daniele Di Lucrezia

Olivia Kieser

Julia Dalsant

David Augscheller